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Parco Archeologico

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Inizio scavi anni '50

Il parco archeologico a Giardini Naxos  è uno dei luoghi più affascinanti di questo territorio: qui tra vegetazione e panorami magnifici è possibile seguire i tracciati  della prima colonia greca Siciliana fondata,  nell’VIII secolo a. C., all’estremità sud della baia di Naxos, nella penisola  originata da uno spettacolare fiume di lava  giunto sino al mare in epoca preistorica.

Su questo  fertile  promontorio (cosi diviene la terra originata dalla trasformazione della lava) approdarono  i  migranti Greci per costruirvi la loro prima città in Sicilia, chiamandola Naxos in onore dell’isola dell’Egeo, patria di alcuni membri della spedizione.

Dalla nuova Naxos inizia la storia della Sicilia greca che diverrà, nel V secolo a.C., col dominio di Siracusa, una  potenza autonoma in lotta per l’egemonia sul Mediterraneo. E fu Siracusa (la più grande città europea dell’epoca)  nel 403 avanti Cristo a distruggere radicalmente  Naxos per vendicarsi della sua alleanza con Atene.

Il centro urbano si sposterà di poco, a Taormina  sorta sul monte Tauro,  e nella baia rimarrà il porto con il suo arsenale di navi e le fornaci che continueranno a produrre anfore anche in epoca romana.

Nuovi scavi anni 2003-2012

La colonia di Naxos, con la sua vita di pochi secoli,  non arrivò ad affrontare le trasformazioni  dell’età ellenistica e romana: il sito di Naxos  è dunque un raro esempio di impianto arcaico  su cui  non si è mai più edificato e questo lo rende ancora più prezioso per le ricerche archeologiche sull’urbanistica originaria delle colonie.

Ricerche fondamentali, dato che è proprio nelle  colonie greche a nascere, in occidente, il concetto stesso di urbanistica: nelle colonie, per la prima volta, le città non nascono spontaneamente come casuali e successivi agglomerati di edifici ma è necessario pianificare sin dall’inizio la loro disposizione e difesa in un territorio abitato da potenziali nemici.

All’interno del parco  archeologico svanisce alla vista (e all’udito) l’animato paese turistico e si è immersi in una meravigliosa macchia mediterranea mista a piante subtropicali con  palme, alberi di aranci, limoni e mandarini, sculture di cactus, enormi agavi, olivi contorti, noci, nespoli,  macchie di oleandri, e filari di cipressi, e perfino le colture raccontano qui brani di storia siciliana: gli agrumi e i sistemi di irrigazione, rimasti ancora oggi gli stessi, introdotti dagli arabi, grandiosi alberi di gelso che ricordano la produzione della seta in Sicilia.